In  data 09/11/2017 abbiamo convocato un’ assemblea informativa per la divulgazione della notizia e la discussione della problematica, in linea con l’azione proposta dal Coordinamento nazionale di Scienze della formazione primaria N.O. a fronte della delicata questione riguardante la decisione del Consiglio di Stato del prossimo 15 novembre in merito all’accettazione dei ricorsi dei diplomati magistrali e il definitivo collocamento di questi ultimi nelle graduatorie ad esaurimento. Proprio in questa data il Consiglio di Stato si pronuncerà sulla precedente decisione del TAR in merito al ricorso promosso dai diplomati magistrali; in caso di esito positivo, questa categoria si vedrebbe riconosciuta l’abilitazione all’insegnamento e il rientro nelle graduatorie ad esaurimento, scavalcando sostanzialmente chi in cinque anni di Università ha potuto contare, tra i sacrifici che appartengono a ognuno, su un’alta formazione e seicento ore di tirocini. Un’ipotesi, questa, che ha scatenato la protesta dei laureati e dei laureandi in Scienze della Formazione Primaria di tutta Italia e, in particolare dell’Università della Calabria. Si è tenuta in questi giorni, infatti, un’assemblea che ha avuto luogo nell’aula magna dell’Unical con protagonisti gli stessi studenti e docenti del corso direttamente interessato della delicata faccenda. Ad avvicendarsi, tra gli altri, il Direttore del dipartimento di studi umanistici, Raffaele Perrelli, Domenico Tulino presidente del consiglio degli studenti dell’Unical, Antonella Valenti, docente e coordinatrice del corso di laurea in questione e i rappresentanti degli studenti Gaetano Calagna ed Emilio Bossio. “In passato è stato creato il corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria per formare in maniera alta e completa gli insegnanti adesso, invece – ha affermato Calagna – hanno inserito nelle graduatorie ad esaurimento tutti i diplomati magistrali che non hanno la preparazione, dal punto di vista pedagogico e didattico, adatta per svolgere il ruolo dell’insegnante, un ruolo estremamente delicato”. Gli studenti dell’Unical stanno facendo sentire la propria voce in concentrazione con il coordinamento nazionale e realizzando una serie di iniziative per “difendere” il proprio titolo universitario anche in funzione di prossimi concorsi pubblici, coadiuvati dai propri docenti. Il paradosso è che una laurea potrebbe avere valore inferiore a quello di un diploma. Tutta l’Italia, adesso, è unita da un intento, ovvero far fronte ad una ipotesi che appare insensata pronta a penalizzare chi, studente o laureato in Scienze della Formazione Primaria, in possesso quindi di una laurea abilitante, si potrebbe trovare di fronte ad altri percorsi formativi di tre anni e avere, ulteriormente, un futuro lavorativo precario. Intanto, da studenti e docenti, sono state annunciate azioni per difendere la propria posizione, il tutto in attesa della fatidica data del 15 novembre prossimo, giorno dell’attesa sentenza da parte del massimo organo della giustizia amministrativa.

 

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